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CONSIDERAZIONI SULLO STATUS
DEL MERLO (Turdus merula)
Sullo status del merlo si è discusso molto a causa della sua notevole presenza in più parti del territorio italiano. Chi lo definiva stanziale ossia presente durante tutto l'anno e che passa la sua vita nel medesimo luogo , chi invece lo ha sempre definito migratore ossia che abbandona i siti di nidificazione prima che arrivi la cattiva stagione. Attualmente però si è riusciti a definire che non tutti gli individui della medesima popolazione migrano o sono stanziali. E' stato infatti dimostrato che soggetti che un anno migrano possono poi non migrare l'anno successivo. In questo modo la distinzione netta tra specie migratrici e stanziali è venuta meno. In merito a questa considerazione gli ornitologi europei hanno classificato il merlo come specie migratrice. Nella grande enciclopedia "Hanbook of the bird of Europe, the Middle East and North Africa" di Cramp e Simmons il merlo viene definito specie migratrice e stanziale con popolazioni che si spostano dal centro Europa scendendo verso il sud ovest sino al limite dei siti di riproduzione. In Italia alcuni individui si spostano arrivando a toccare le regioni più a sud mentre al nord arrivano a sua volta individui provenienti dal centro Europa. Alcuni invece si spostano verso sud ovest toccando le regioni francesi e spagnole.

Merlo (Turdus merula) al nido foto: Vannozzi

Merlo (Turdus merula) affetto da albinismo, fotografato da Walter Sassi nel settembre 1999 a Bellagio (CO)
Altri elementi che confermano la tesi di Cramp e Simmons sono stati presentati al 16° congresso dell'Unione Internazionale dei Biologi della Selvaggina dai dottori Massa e Micali nel 1983. Gli ornitologi hanno dimostrato, con grafici e dati raccolti per cinque anni di seguito presso gli osservatori ornitologici della Lombardia, che esistono dei periodi stabiliti dove si verificano numerose catture grazie agli spostamenti migratori che i merli effettuano. E' stato definito un "core period" ossia un periodo convenzionale corrispondente ad una settimana prima del picco delle catture più anticipato ed una settimana dopo l'ultimo picco. Si è potuto verificare che in questi periodi è stato catturata una percentuale pari al 74% dei merli catturati tutto l'anno. Infatti durante tutto l'anno al di fuori di questo periodo i merli stanziali catturati sono stati pochi nonostante gli avvistamenti relativi ai territori limitrofi davano per certo la presenza di soggetti di questa specie.
Anche l'atlante degli uccelli nidificanti in Italia pubblicato dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica nel 1983 il merlo viene definito migratore parziale che compie movimenti erratici e altitudinali. In Italia è abbondante anche nelle isole e la nidificazione avviene nel 90% del territorio studiato.
...ED IN BRIANZA ?
E' ovvio che la Brianza terra Lombarda ed Italiana non può essere esclusa da questo scenario con le considerazioni del caso accennate sopra. Il merlo è presente come nidificante, stanziale e migratore. Quali elementi portino a questa conclusione è semplice dedurli. In venti anni di osservazioni fatte nella zona ove risiedo e dai dati raccolti da altri osservatori appassionati di ornitologia la conferma di quanto accennato sopra è fuori da ogni dubbio. Il merlo in queste zone è diventato un uccello onnipresente diventando agli occhi di coloro che non lo conoscevano prima un rappresentante dell'avifauna italiana selvatica insieme a passeri, cornacchie grigie, storni e tortore dal collare. Moltissimi sono i casi di nidificazioni su terrazzi dove è presente uno steccato di edera oppure una semplice coltura di verde o sempreverdi. Per non parlare dei parchi pubblici e giardini privati. Sono arrivato persino a contare otto nidi in una via del paese composta di otto giardini privati. Pochi i nidi ritrovati nei boschi a causa della forte predazione effettuata da scoiattolo, ghiro, volpe e serpi. Il merlo senza dubbio si è evoluto e ha ricercato riparo nelle siepi di alloro, piracanta e sempreverdi dei giardini. Nei parchi invece predilige l'edera o le piante di alto fusto. Quando il periodo invernale è alle porte il mese di settembre è un periodo dove la popolazione nidificante sembra scomparire. La causa può essere ricercata in un primo spostamento migratorio verso zone più a sud. Il merlo ricompare poi più numeroso verso ottobre quando ai pochi individui rimasti si aggiungono quelli di passo. In questo periodo sino tutto l'inverno il numero aumenta e si registrano casi dove alcuni parchi e giardini ospitano gruppi di decine d'individui intenti a pasturare nei cespugli di piracanta, cotoneaster, rovo, agrifoglio. Attualmente però la popolazione nidificante della bassa Brianza ha subìto un drastico calo dovuto all'evolversi negativo di una malaria aviare che ha colpito moltissimi individui. Un duro colpo che ha fatto registrare una perdita di individui pari al 80% di tutta l'intera popolazione della zona compresa nei comuni di Lentate, Lazzate Misinto, Cogliate, Barlassina, Meda, Seveso, Cesano Maderno, Verano, Carate, Triuggio, Giussano, Seregno per quanto riguarda la provincia di Milano. Cermenate, Bregnano, Mariano Comense, Cabiate, Carimate, Novedrate, Arosio, Inverigo e Cantù, per quanto riguarda la provincia di Como. La malaria che ha cominciato colpire dalla primavera inoltrata del 2000 sino all'autunno è stata favorita dalle condizioni meteorologiche caldo umide che hanno caratterizzato la bella stagione del 2000. Alla grave perdita della popolazione brianzola di merli vi è da registrare l'insediamento di nuovi arrivi dal mese di ottobre, altro ed importante elemento che sottolinea le tesi avvalorate precedentemente sullo status di questa specie canora. Nel febbraio del 2001 il merlo è tornato ad essere presente, certo non nello stesso numero della primavera 2000 ma si può affermare che vi è stato un recupero di circa il 30% della popolazione precedentemente perduta, grazie ad alcuni individui di passo che si sono fermati a nidificare.
W.S. Febbraio 2002
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