UNA RARITA' BRIANZOLA, LA CIVETTA CAPOGROSSO 



          

Nelle foto la Civetta capogrosso  Aegolius funereus inanellata ad Arosio e fotografata in natura

Durante la fase finale del primo bimestre dell'attività d'inanellamento 2005 che si svolge regolarmente dal 1977 presso l'Osservatorio Ornitologico della FEIN in Arosio (CO), l'ultimo giorno di settembre si è concluso con una eccezzionale cattura. Quella di un bellissimo esemplare di Civetta capogrosso ( Aegolius funereus). Per chi non la conoscesse questo piccolo rapace notturno misura cm.25. Vive nelle foreste di conifere e nidifica nei buchi degli alberi fatti dal Picchio nero ( Dryocopus martius).
Possiede abitudini poligame ed ha un carattere schivo. La sua grande faccia è chiara, contornata di bruno scuro. Il suo richiamo, molto insistente e profondo, viene emesso di notte e può essere udito sino ad alcuni chilometri di distanza. Essendo una specie di montagna è stata osservata in collina occasionalmente ed in pianura le sue osservazioni sono molto rare. In regione Lombardia, secondo alcune ricerche condotte tra gli anni ottanta e novanta, in autunno si è potuta osservare a bassa quota nella provincia di Bergamo. L'inanellamento avvenuto il 30 settembre 2005, alle prime ore dell'alba, presso il centro studi arosiano segna un dato importante per lo studio della fenologia di questo simpatico rapace appartenente alla famiglia degli Strigiformi. Le misure biometriche rilevate sono state: lunghezza dell'ala pari a mm 167, terza remigante pari mm.129 e peso gr. 1231.

Il soggetto analizzato è risultato essere un giovane nato nell'anno in corso (codice euring 3). Questa cattura è un dato rilevante anche per la Brianza che si vede cosi' arricchire il numero di specie ornitiche presenti occasionalmente o stabilmente in zona. Tutto grazie all'esistenza di un centro come l'Osservatorio Ornitologico di Arosio che, in merito alla studio condotto attraverso l'inanellamento scientifico, contribuisce a diffondere le conoscenze su come e dove vivono specie tanto elusive quanto affascinanti come la Civetta capogrosso che, dopo essere stata misurata e pesata, ha posato per alcune foto di rito, come si conviene per una rara dea notturna, per poi essere rilasciata al suo mondo naturale con la speranza  possa tornare alle sue altitudini per riprodursi.

W.S. settembre 2005

 

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