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IBIS SACRI NELLA BERGAMASCA
L'Ibis Sacro Threskiornis aethiopicus dagli antichi Egizi era venerato come incarnazione del dio Thot, il dio della scrittura, scrivano degli dei e rappresentato nell'atto di consegnare al dio Osiride il libro della vita perché i defunti potessero affrontare l'aldilà. In quei tempi nidificava lungo tutto il corso del Nilo fino. Oggi è scomparso da quei luoghi ma si rinviene nel Sudan, nel Madagascar e in India. Questi uccelli venivano allevati nei templi e lasciati liberi di costruire i nidi e circolare nella città tanto da rappresentare un ostacolo alla circolazione. Chi avesse ucciso un Ibis, anche inavvertitamente, andava incontro alla lapidazione da parte della folla. Gli Egizi lo adoravano perché rendeva servigi al paese quando divorava un’ ingente quantita’ di Locuste, le grandi Cavallette, che ogni anno giungevano dall'Arabia provocando gravi devastazioni ai campi coltivati. Gli Ibis morti e recuperati venivano imbalsamanti e racchiusi in speciali vasi di terra e posti in catacombe per poi essere introdotti nelle tombe dei faraoni. Intorno agli anni settanta questa specie è stata introdotta in Spagna e in Francia in alcune riserve private. Da qui, una volta fuggito, è riuscito ad acclimatarsi in tali regioni. Poi alcuni individui sono arrivati nel nord ovest della pianura padana dove sono stati, per la prima volta, avvistati in Italia nei pressi di Vercelli, Cuneo, Bergamo e Brescia. In tali zone hanno trovato un habitat ideale anche per la riproduzione. Come e’ successo per l’Airone guardabuoi e l’Airone bianco. Avvistati anche in Toscana, tutti gli anni sporadiche segnalazioni di presenze avvengono nella nostra penisola. Questo anno una delle tante segnalazioni riguarda il territorio bergamasco ed e’ avvenuta domenica 1 marzo 2009 nel comune di Valbrembo,dove una trentina di individui sono stati osservati sul terreno alla ricerca di cibo. L’avvistamento e la foto fatti da S.Cornalba e M.Castellani di Bergamo, e poi riferitomi nei giorni scorsi, merita una citazione poiche’ il grande numero degli individui osservati non e’ frequente.
Marzo 2009
W.S.
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